Alifredi Filippo

Come le avevo promesso ecco la storia della mia Triumph Spitfire.

L’auto in questione fu immatricolata a Torino nel maggio del 1963, quindi è uno dei

primissimi esemplari importati in Italia, appartenne a mio papà che l’acquistò usata

nel 1966 e da allora non ci ha più abbandonato.

Premetto che mio padre, professore di filosofia, era un gran appassionato di

meccanica e un fine restauratore di mobili antichi.

Proprio durante una visita da un ferrivecchi suo “fornitore”, dal quale aveva già

trovato alcuni oggetti d’epoca da rimettere a posto, si imbatté in una Triumph Spitfire,

di origine inglese, gravemente incidentata, con all’attivo circa 3000 chilometri,

demolita dal suo ex proprietario, che non trovò conveniente ne il trasporto in patria ne

la riparazione in loco.

Fu subito amore, e dopo non poche contrattazioni ed una, per quei tempi, cospicua

spesa di trasporto, giunse nel nostro garage.

Venne interamente smontata e tutto il materiale praticamente nuovo che si poteva

recuperare fu recuperato, tanto che ad oggi ho a disposizione molti pezzi di ricambio.

Ovviamente il telaio e molte parti della carrozzeria, irrimediabilmente danneggiate,

furono definitivamente demolite.

A quel punto occorreva trovare un’auto italiana, meccanicamente agli sgoccioli, da

usare per il “trapianto”.

La cercò per tutto il Piemonte e la trovò a Torino, la ricordo un po’ ammaccata e

fumante come avesse avuto il motore a due tempi; allora tredicenne, quando la vidi

per la prima volta, non capii perfettamente perché mio padre avesse acquistato un

auto così scassata.

Completamente smontata, e per smontata intendo telaio da una parte, carrozzeria e

meccanica da un’altra, partì l’opera di restauro che durò più di un anno.

Riverniciata completamente nel suo “bianco SPA”, uscì con le caratteristiche che

ancora oggi conserva, e cioè muso nero opaco, due prese d’aria sui fianchi del cofano,

ed eliminazione dei paraurti, che a mio modo di vedere, rendono la linea ancora più

sportiva.

Dopo i primi anni di uso estivo, rimase per moltissimo tempo in garage, a favore della

seconda auto posseduta in famiglia, destinata all’uso quotidiano.

La scorsa estate ho deciso di farla rivivere, e con lei fare rivivere i ricordi di quei tempi

che mi hanno visto alla guida della “Spit” diciottenne neopatentato, con a fianco la

mia fidanzatina, che nel frattempo è diventata mia moglie da ventinove anni.

Non so se sia stata solo suggestione, ma svitare quelle viti, smontare le parti

malfunzionanti e sostituirle, mi ha fatto stare bene, mi ha fatto ricordare

intensamente mio papà chino sul mezzo intento a metterlo a nuovo.

Chissà forse una mano me l’ha data anche lui.

Personalmente lo voglio credere!

Cordiali saluti e grazie per l’ospitalità sul suo sito utile e molto ben fatto.

Filippo Alifredi Acqui Terme (AL)

Triumph Spitfire 4 -1963-

Commission number FC 4694L

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