Revisione semiassi e sospensione posteriore

(Spitfire MK3)

– Marzo 2007 –

Smontata la sospensione è iniziata la pulizia dei pezzi e quindi l’ispezione sul loro stato d’uso. Devo dire che mi aspettavo di peggio, invece tutto sommato la ruggine trovata è stata sempre di tipo funzionale in rapporto alla vetustà del mezzo e mai tale da dover comportare un restauro pesante dei singoli pezzi. Di solito inizio la pulizia con della nafta per togliere il grasso e poi procedo con del diluente alla Nitro che funziona anche da sverniciatore blando per le vecchie vernici. Puliti i pezzi passo alla spazzolatura per rimuovere gli strati di vernice e di ruggine; quando il pezzo è stato spazzolato ed è quindi giunto a metallo “nudo” se non si passa subito ai trattamenti protettivi, è bene conservarli con un velo di svitol per proteggerli dalla ruggine. Inoltre è opportuno non toccarli più a mani nude perchè il sudore innesca facilmente processi ossidativi. Insomma scoperto il pezzo va trattato con attenzione sino a quando non sarà nuovamente protetto.

  

Inizia la pulizia

Primo pezzo il vertical link. Questi presenta dei punti difficili da spazzolare; andrebbe sabbiato. Ma se non è possibile, l’acido muriatico ed un piccolo cacciavite ci possono aiutare inaspettatamente.

Queste foto mostrano la spazzolatura, come si vede non tutti i punti sono raggiungibili. Per pulire il punto interno alla base del trapezio, ho usato anche un’idropulitrice.

Comunque alla fine il risultato è stato molto soddisfacente.

Per estrarre i gommini dei bracci ho dovuto ricorrere ad una pressa idraulica.

Le foto mostrano che le condizioni della gomma (parte interna) sono davvero sorprendenti, nonostante lo stress dell’estrazione sembrano nuovi! Si potevano tranquillamente mantenere in servizio. Comunque sono stati sostituiti con elementi poliuretanici.

Anche i bracci della sospensione non mostravano segni vistosi di deperimento……

……per cui è iniziata la loro pulizia…….

e questo è il risultato finale. Pezzi nuovi di fabbrica!

L’attacco del braccio alla carrozzeria va sabbiato perchè trattarlo manualmente è molto difficoltoso per via della sua morfologia.

Ben 5 spessori per dare la giusta divergenza alle ruote posteriori.

Il pezzo pronto per il trattamento protettivo.

Queste foto mostrano la quota del vertice della balestra dal piano di posa: 17 cm.

Anche in questo caso non è stato possibile estrarre alla morsa il silent block cilindrico. l’estrazione l’ha fatta il balestraio che mi ha riferito di averle trovate in ottime condizioni (è rimasto stupito anche lui). Questi sono tutti segnali che in fondo Miss Elisabetta non è stata maltrattata.

E questa è la balestra dopo la centinatura che ha portato il vertice a cm. 20.

Per estrarre i gommini e quindi recuperare la boccola, è stato necessario bruciarli.

Le boccole porta gommino.

Queste foto mostrano la sequenza relativa all’installazione delle boccole recuperate dai vecchi silent block; ciò sarà un errore perchè successivamente le ho dovute rimuovere in quanto i silent block in poliuretano non accettano l’inserimento della boccoletta centrale porta bullone, come si vedrà nel rimontaggio.

E questo è l’inserimento alla morsa della boccola. Tempo perso!

La balestra è stata anch’essa spazzolata per avere il pezzo pronto per la verniciatura.

La balestra riporta incisa la scritta “front” per indicare il verso del montaggio.

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